Italia-Sebastopoli: Partigiani sovietici in Italia

Alla vigilia della giornata dei partigiani e clandestini a Sebastopoli è stata inaugurata l’esposizione “Contributo dei partigiani sovietici nella Resistenza italiana” che è dedicata alla partecipazione dei cittadini dell’Unione sovietica al movimento dii partigiani italiani durante la Seconda guerra mondiale. L’esposizione ha avuto luogo al complesso memoriale dei monumenti della difesa di Sebastopoli “Malakhov kurgan”. Gli organizzatori dell’esposizione.
Gli organizzatori dell’evento sono la Società Storica della Russia e Museo Nazionale storico-militare.

Gli atti eroici dei cittadini sovietici che dopo la fuga dalla prigionia fascista divennero partecipanti del movimento partigiana della Repubblica sono venerati Nell’Italia contemporanea.

Quest’esposizione è una parte dell’esposizione più grande “Una vittoria per tutti” dove sono esposti anche vari oggetti d’esposizione dai vari musei di Sebastopoli.

Qui sono riflesse delle pagine storiche piuttosto ignote: si tratta dei partecipanti della difesa di Sebastopoli negli anni  1941-1942 гг., che dopo la fuga dalla prigionia hitleriana sono affluiti nei movimenti della Resistenza dei vari paesi così come Cecoslovacchia, Polonia, Italia, Belgio, Grecia, Jugoslavia.

Il creatore dell’esposizione è Massimo Eccli, filologo, insegnante della lingua italiana presso la Biblioteca statale della Russia, autore del libro “Partigiani sovietici in Italia”. Durante molti anni ha studiato il tema e ha raccolto l’informazione sui cittadini sovietici che combattero nelle brigate partigiane alla Resistenza italiana. Così, la base dell’esposizione a Sebastopoli sono diventati dei documenti e delle foto storici preziosi.

Già da 10 anni Massimo Eccli abita sia in Italia sia in Russia. Da bambino ha sentito per la prima volta del movimento partigiano in Italia e così ne è diventato interessato e ha cominciato a studiarlo, raccogliere foto, documenti, fatti.

A suo tempo è rimasto stupito dalla storia della gente russa che parteciparono e liberarono il territorio d’Italia dal fascismo.

Massimo confessa che avrebbe voluto anche lui visitare Sebastopoli, ma finora non è riuscito a venire. Nello stesso tempo è molto lieto che i cittadini di Sebastopoli e ospiti della città almeno possano vedere la sua esposizione.

 

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