Legame cattolico tra Roma e Sebastopoli: San Martino e San Clemente

Come noi abbiamo già capito la Crimea e l’Italia hanno una grande quantità dei momenti comuni dal punto di visto storico, culturale e anche spirituale. Non lasciamo a parte anche l’aspetto religioso. Il mondo del cristianesimo è abbastanza largo e evidentemente non possiamo non trovare i luoghi comuni, il legame religioso tra la Crimea e l’Italia. Nei tempi prima della scissione i santi erano comuni. E di questi tempi, anche della storia comune – quando la Crimea fu una dei parti dell’Impero Romano, ricordano alcuni posti che si trovano nella Crimea odierna e che sono sacri sia per i cattolici che per gli ortodossi.

Questi luoghi sono dedicati a San Martino I Papa e San Clemente cioè ai santi che adesso sono riconosciuti da due rami cristiani. In Crimea a Sebastopoli non lontano dal centro della città vicino al territorio di un altro posto sacro Chersonose – troviamo le rovine della antica chiesa di Santa Maria delle Blacherne che è colleagata con San Martino che combatte con il monofilismo e fu esiliato in Crimea e ucciso nel VII secolo a.C. Fu seppolto sul territorio di questo anctico necropoli e forse fossero i bizantini che trasferirono i suoi restii a Roma. Padre Lucio dalla chiesa di San Silvestro e San Martino ai Monti ci racconta la storia tragica del suo esilio, la sua condanna a morte in Crimea. Adesso le relique sono nella chiesa a Roma cosi ognuno pellegrino può venire li, mettersi in ginocchia e pregare.

Ciò che riguarda San Clemete è una storia molto simile che lega il mondo spirituale dei vari territori. Lui fu di Roma e nel II secolo fu esiliato dall’imperatore nel punto piu lontano dell’impero per lavorare nelle cave di pietra. Adesso a Sebastopoli c’è monastero di San Clemente a Inkermann che è dedicato proprio a questo santo comune.

Non ci vogliono altre prove che il legame tra l’Italia e la Crimea, l’Europa cattolica e la Russia ortodossale è naturale, logica e indissolubile. Per sistemare lo scambio tra i due regioni sembra utile collaborazione tra i due servizi di pellegrinaggi. Abbiamo una storia, un’identità, un Dio. Quindi bisogna mantenere i buoni rapporti e il momento religioso ci veramente può aiutare. Benvenuti in Crimea a tutti i cristiani!

Anna Koskova,
specialmente per “CRIMEA INSIDER”

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