Cosa hanno in comune Eugenio Muraev e Matteo Salvini?

Nel marzo del 2019 l’Ucraina sta aspettando le nuove elezioni. Perché sia chiaro che le sanzioni antirusse sono state introdotte dall’Occidente a causa della posizione della Russia nei confronti dell’Ucraina – la Russia ha appoggiato volontari in Donbas e la riunione della Crimea con essa. I rapporti tra la Russia e l’Ucraina sono una parte integrante del processo politico del tutto il continente eurasiatico perché l’Ucraina sia un paese che collega la Russia e l’Europa. Infatti é l’ultimo cordone davanti al territorio della Polonia. Dagli esiti di queste elezioni dipende ciò che aspetterà l’Europa nel prossimo futuro – i prossimi 4 anni: scatti di incomprensione nella parte orientale oppure pace, quiete, collaborazione.

Alla gara per il posto del presidente partecipano figure losche: il presidente presente Pietro Poroshenko, politico «perenne» Yulia Timoshenko, cantante Stanislav Vakarciuk, attore Vladimir Zelensky, oppositore Yuriy Boiko, ecc. Ma solo qualche giorno fa è apparso un nuovo candidato. Eugeneo Muraev, il capo del canale informativo televisivo «NewsOne», molto popolare in Ucraina, ha dichiarato le proprie intenzioni di partecipare alla gara del posto presidenziale. Il politico è oppositore del governo ucraino presente, ha la propria visione sulla conclusione della guerra al sud-est dell’Ucraina con delle minime perdite, e nelle interviste senza dubbi parla con disprezzo di Pietro Poroshenko. Cosi vorremmo raccontare ai nostri lettori italiani un po più dettagliatamente di questo «debuttante» che abbia una grande prospettiva politica.

La notizia sull’uscita di Eugenio Muraev dal partito «Per la vita» nella propria individuale escursione in politica è venuto in quel momento, quando in un albergo romana finivo il materiale sull’intervista con il ministro degli interni Matteo Salvini. Immediatamente si è venuta in mente l’idea che queste due persone fossero simili.

Dopo la consegna del materiale siamo proceduti con la ricerca di prova o smentita del pensiero improvviso. Vi mostro i risultati  inaspettati della nostra inchiesta giornalistica.

Biografie

Cominciamo da lontano, fin dall’infanzia. Matteo Salvini, anno di nascita -1973, Eugeneo Мuraev – 1976. Entrambi si sono laureati dai licei, Salvini – liceo di Milano, Muraev– liceo di Kharkov. Salvini nel 1994 ha diretto il movimento giovanile in Lombardia, e Мuraev, a sua volta, nel 1996, ha rappresentato i giovani dell’Ucraina al congresso Europeo degli studenti in Belgio. Entrambi sono stati  leader dell’opinione tra i giovani, su cui si misuravano e che imitavano.

Entrambi in anni diversi si sono stati occupati dell’economia. Salvini ha curato lo sviluppo delle relazioni economiche con la Corea, il Giappone e l’India, e più tardi – era in commissione del mercato interno e protezione dei consumatori. Мuraev stesso, dopo la laurea presso la facoltà di economia dell’università statale di Kharkov, ha lavorato in posizioni dirigenziali in strutture commerciali legati alla vendita di prodotti petroliferi, la costruzione e la lavorazione del legno all’interno del paese e all’estero.

Entrambi in anni diversi sono stati connesso con il mediabusiness. Salvini ha diretto la radio stazione «Padania Libera», Muraev stesso possedeva un canale popolare di notizie «NewsOne».

Entrambi hanno partecipato al processo di gestione delle proprie città native. Salvini per molti anni entrava al consiglio comunale di Milano. Мuraev ha lavorato come presidente dell’amministrazione statale del distretto Zmievskaya.

Entrambi alla fine sono venuti ai Parlamenti dei loro paesi, che già non è sorprendente, nei blocchi d’opposizione

Aspetto

Entrambi sono sempre attenti alla moda. Si mettono vestiti classici nel colore blu scuro. Ed entrambi molto spesso preferiscono camicie candide . Questo è culto delle camicie bianche (una sorta di antonimo alle camicie nere..), è possibile spiegarlo con la convinzione che la verità debba essere priva di macchie e buchi.

Posizioni

L’uomo è quello che dice. Se prendere le dichiarazioni dei nostri eroi su un determinato argomento, è possibile vedere la somiglianza dei loro punti di vista.

Eugenio Мuraev ha detto di Marine Le Pen in questo modo: «Marine Le Pen è molto dissimile ai nostri politici: è una persona molto aperta, semplice, che non ha un viso per pubblico, e l’altro — per le conversazioni dietro delle quinte. Quando si parla di interessi del proprio paese o sul futuro dell’Europa, non è finzione e non sono modelli politici, è tutto sinceramente».

Matteo Salvini, parlando ad un evento del Fronte Nazionale in Francia, ha concluso il suo discorso a sostegno di Marine Le Pen, con le parole «Viva il presidente Marine! Viva il «Fronte Nazionale!», e proprio di recente, commentando la richiesta di un corte francese a proposito della necessità di Le Pen di esame psichiatrico, ha dichiarato: «Sono d’accordo con lei e i francesi, che amano la libertà!»

Eugeneo Мuraev ha scritto in facebook: «Sono pronto a stare davanti e di offrire all’Ucraina il progetto di  paese che non ha mai avuto».

Matteo Salvini prima di ottenere il portafoglio di ministro degli interni dell’Italia ha dichiarato: «Ci stiamo preparando a ricostruire l’Italia dopo Renzi con un programma chiaro: la riduzione delle tasse, blocco dell’immigrazione e l’opposizione a Bruxelles».

Vettori politiche di entrambi sono anche molto simili. Erano tutti e due in opposizione al corso ingiusto delle autorità, finalizzati a sopprimere i diritti dei propri cittadini. Entrambi favoriscono un’alleanza amichevole con la Russia. Entrambi sono scesi in campo politico con delle offerte specifiche, a volte non popolari, pronti a metterli nella vita.

La posizione ferma di Salvini per i rifugiati impedisce di dormire bene sicuramente alla  grande parte della società italiana. Così com’è la decisione di Muraev di parlare solo in russo, in segno di protesta contro la guerra di cultura e persecuzione del russo, progettati dal presidente Poroshenko, sta dominando sulle menti dei nazionalisti ucraini di tutti i colori.

Eugeneo Мuraev sull’attuale regime in Ucraina: «Abbiamo bisogno di guardare a ciò che sta accadendo con una sana ripugnanza e la consapevolezza che prima di riparare sia necessario spazzare fuori  tutto il ciarpame puzzolente».

Matteo Salvini – sul governo Renzi: «In 7 giorni nel governo mi sto correggendo quello che la politica del buonismo ha fatto per 7 anni. Puliamo l’Italia dal vecchiume e finalmente cominciamo a difendere gli italiani».

In generale, in termini della crisi politica totale, politica assurda e il comportamento assurdo dei politici, i quali cercano spesso di spacciare nero per bianco, e Salvini, e Мuraev nei propri commenti sono sorprendentemente adeguati. Ascoltando come Salvini parla con noi a quattr’occhi  su temi della necessità di rimozione delle sanzioni antirusse, da cui soffre di più l’Italia, sul riconoscimento della Crimea e di rapida costruzione di interazione con le regioni italiane, mentalmente si vuole attribuire il politico milanese alla classe dei rari politici-non-zombie nel nostro tempo, che ancora hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. La stessa cosa è con Мuraev – per ricordare solo il suo commento in merito al Reggimento Immortale del 9 maggio di quest’anno in Zmiev. In realtà dell’Ucraina il politico, che non brucia la bandiera Rossa – è un tipo molto raro.

L’autopresentazione

Il comportamento dei nostri eroi durante le apparizioni in pubblico, anche hanno qualcosa incomune. La fiducia categorica e il concetto principale antidogmatico, la verità originale, nata con sofferenze nel processo di analisi interna. In alcuni momenti è anche simile al fanatismo, ma in politica, e ancor di più in un paese dove la politica è malata, è come la vaccinazione contro la peste.

Se si parla la lingua dei giovan o anche un linguaggio di allenatori di business, Matteo Salvini e Eugeneo Мuraev – sono politici rock star, che devono prima dimostrare la propria identità e indipendenza dei propri punti di vista, e poi gli stessi punti di vista su un determinato argomento, in questo caso – sul tema della salvezza dei loro paesi d’origine.

Da qui, dall’Italia, tutto è visto tutto un po’ sfocato e il più obiettivamente possibile. A volte vale la pena di allontanarsi dall’oggetto della discussione, per rendersi conto della sua genesi e cogliere la relazione causa-effetto. Sapendo tutto questo, si può barare e prevedere il futuro politico di Eugenio Мuraev, tenendo in mente la strada per posto del vice-premier di Matteo Salvini. La previsione può essere imballata in una semplice frase applicativa : le camicie candide vincono la politica dei tristi colletti in blu.

Mokey Rusinov,
specialmente per “CRIMEA INSIDER”

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