Putin: la Russia non rinuncerà a Crimea in nessun caso 

Il capo dello stato ha ricordato che la penisola ha ottenuto l’indipendenza nel risultato della volontà dei residenti all’referendum.

Il presidente Russo Vladimir Putin ha detto che non ci potevano essere circostanze in cui la Russia potrebbe ceduto la Crimea all’Ucraina. Nello stesso tempo il capo ha sottolineato che “la Crimea ha ottenuto l’indipendenza non a seguito dell’invasione delle truppe russe ma di conseguenza della volontà di crimeani all’referendum”.

Alla vigilia della sua visita a Vienna il leader russo ha rilasciato un’intervista radiotelevisiva all’ORF, durante il quale ha ricordato gli eventi del 2014 in Ucraina. “Quando in Ucraina si è verificato un colpo di stato incostituzionale armato, la presa del potere con la forza, il nostro esercito si trovava in Crimea, per motivi legittimi, c’era la nostra base militare al contratto”, ha detto il leader russo. Egli ha richiamato l’attenzione sul fatto che in Crimea “c’è sempre stato l’esercito russo, […] c’è stato il nostro contingente militare”.

Militari russi in Crimea

Il presidente ha sottolineato che, in primo luogo, la Russia ha aumentato il contingente per la tutela delle Forze Armate in Crimea degli oggetti militari russi, siccome si stessero preparando i vari tentativi di assassinio e di trasgressione. “Ecco da dove tutto è cominciato, ha sottolineato Putin, “i nostri soldati erano sempre stati lì. Sono stato io a dire: i nostri soldati sono sempre stati lì e non sono stati coinvolti”.

“Ma quando la spirale delle azioni incostituzionali in Ucraina ha iniziato a torcere, quando la gente in Crimea si è cominciata a sentire in pericolo, quando già i treni hanno cominciato a trasportarli nazionalisti, hanno cominciato a bloccare gli autobus e automobili, le persone hanno espresso il desiderio di difendersi”, – ha detto il presidente della Federazione Russa. Ha confessato: “La prima cosa che è venuta in mente era di ripristinare i propri diritti, che erano stati ottenuti nell’ambito della stessa Ucraina, quando la Crimea aveva ottenuto l’autonomia. Con questo in realtà tutto è iniziato, è iniziato il processo nel parlamento [di Crimea] per definizione della propria indipendenza dall’Ucraina”. Il capo dello stato ha sottolineato che tali azioni non erano vietate dallo Statuto delle nazioni unite, ma, al contrario, “c’è proprio scritto il diritto delle nazioni all’autodeterminazione”.

Putin ha sottolineato che in questo momento armate, che non hanno superato il contingente numerico, messo sotto contratto per la base russa, hanno fornito una prestazione delle elezioni indipendenti libere – la volontà delle persone che vivono in Crimea. Egli ha osservato che “la decisione di tenere questo referendum è stato accettato dal parlamento di Crimea che era stato eletto in piena conformità con la costituzione e le leggi dell’Ucraina a ogni genere di eventi di questo tipo”. “Quindi nulla c’è di illegale”, ha convinto il leader russo.

Legalmente

Putin ha nuovamente sottolineato che la Crimea è diventata indipendente non a seguito dell’invasione delle truppe russe ma di conseguenza della volontà dei crimeani all’referendum. Secondo il capo dello stato, lo svolgimento di un referendum non possa essere chiamato annessione.

Vladimir Putin ha portato l’esempio di Kosovo. È stato sorpreso dal fatto che l’uscita del Kosovo dalla Serbia si chiamava autodeterminazione di se stessi, e non annessione.

“I kosovari hanno fatto soltanto la decisione del parlamento, e i crimeani hanno fatto il referendum, nel quale hanno partecipato oltre il 90% delle persone che vivono in Crimea e che hanno votato per l’indipendenza, e quindi per l’annessione alla Russia, circa lo stesso numero – circa il 90%”, ha ricordato il presidente.

“Non è questa la democrazia? E che cos’è allora? E che poi la democrazia?” – ha fatto domande retoriche Putin.
Lui la ha risposto a una domanda sulle possibili condizioni in cui la Russia potrebbe dare la Crimea: “Non ci sono tali condizioni e non possano essere”.

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