Vergogna all’Ucraina: lo stato sta troppo giocando all «uccisione di Babcenko»

Negli ultimi 2 giorni tutte le radio e telecanali russi discutono il trucco dei servizi speciali ucraini e la loro collusione con mass media e lo stato. Lo scopo del complotto era solito, cioè dire menzogne della Russia e accusare senza ragione.

L’oggetto dell’operazione è stato un giornalista che adesso sta diventando popolare Arcadij BABCENKO che al suo tempo credeva che la russophobia all’Ucraina avrebbe portato più gesheft che il patriottismo in Russia.  Non si ama i traditori in Ucraina, ma non molto lungo. Non si è dimenticata la morte del traditore vergognoso il deputato della Duma di Stato Denis VORONENKOV, il quale prima era diventato eroe perché aveva tradito la Russia, ma poi dopo quando era diventato più utile morto all’Ucraina è stato fucilato nel centro di Kiev.

Pedina nel grande gioco

C’è una barzelletta famoso e vecchio di tradimento e di ucraini. Dimostra nel migliore modo il fenomeno nella loro mentalità, è dedicato ai «fratelli nella foresta» cioè agli ucraini dei tempi della Seconda guerra mondiale.

«Un ucraino in cespugli è partigiani. Due ucraini in cespugli sono un reparto dei partigiani ucraini. Tre ucraini in cespugli sono un reparto dei partigiani ucraini con un traditore».

Torniamo all’Ucraina e a BABCENKO, ucciso e risorto. Come si è venuto a sapere più tardi secondo l’invenzione delle strutture del potere dell’Ucraina era necessario diffondere la notizia della morte di BABCENKO nei mass media per trovare «il cliente» dell’uccisione o più preciso «spiare la connessione dell’organizzatore con i clienti che si trovavano al territorio della Russia e fissarlo con i metodi del controllo tecnico». Il piano nei tratti generali sia abbastanza chiaro. Ma non è chiaro cosa fare con il fatto che i mass media subito dopo il soggetto della morte hanno cominciato a pubblicare le deduzioni che Mosca fosse colpevole nella morte del giornalista. Ancora meno chiaro sembra ciò che uno dei mass media da diffondere le fake news era EURONEWS. Come segue dall’articolo nel loro sito «BABCENKO, VORONENKOV, SHEREMET: le ucciosioni di risonanza dei russi in Ucraina» tutte le strade portano al Cremlino.


La ricetta di una buona notizia: giaccio  nella pozza di ketchup e faccio la foto

Allora, i mass media avevano 2 compiti: «attenuare la vigilanza» del cliente e accusare la Russia della morte. è miraviglioso che il secondo compito facevano non solo i mass media ucraini sotto la pressione del presidente POROSHENKO, ma anche le edizioni europee. Arriva il pensiero che l’idea con la notizia falsa era venuto nelle menti dei servizi speciali ucraini da fuori, dallo stesso posto dal quale è apparso l’amministrazione esterna all’Ucraina.


Quando si lavora sotto la copertura del presidente alcolista

Ma, che peccato che ili europei non abbiano apprezzato l risultato della fatica intellettuale del «cattivo genio». Il ministro degli esterni del Belgio Didier REYNDERS ha dichiarato che le azioni dell’Ucraina contraddissero ai principi europei della diffusione dell’informazione corretta e ha aggiunto che «Noi non lottiamo contro le fake news attraverso delle altre fake news».


Fake politici fanno le fake news

Il ministro degli esterni della Lituania Linas LINKIAVICIUS ha espresso il proprio parere che lui «era stupito dall’uccisione del giornalista del giornale russo a Kiev. Esprimo le mi condoglianze alla famiglia e agli amici del morto. Le persone partecipanti  a questo terribile omicidio debbano essere perseguite».

Il rappresentate dell’OSCE delle questioni di libertà di mass media Alle DESIR dice «Sono lieto che Arcadij BABCENKO sia vivo. Mi dispiace la decisione della diffusione dell’informazione falsa della vita del giornalista. Lo stato debba garantire alla società l’informazione vera».

L’osservatore dell’edizione italiana «Corriere Della Sera» Guido OLIMPIO nota che «Che cosa succederà quando sarà di nuovo dichiarato una morte o un episodio serio con la partecipazione dei servizi speciali dell’Ucraina? Potrebbe essere recepita come una nuova fantasia».

La redattrice dell’edizione tedesca «Spiegel Online» Anetta LANGER nota che «Qual’è lo scopo del show di pubblicità organizzato dai servizi speciali alla tv? Perché non potevano semplicemente detenere l’organizzatore potenziale? Perché BABCENKO ha lasciato di usare se stesso? E se i servizi speciale abbiano qualcosa contro di lui?

Nel Consiglio russi dei diritti umani hanno dichiarato che gli organizzatori dell’adattamento dell’omicidio di BABCENKO dovessero rivolgersi dai medici. Il capo del Consiglio russo dei diritti umani Mikhail FEDOTOV ha dichiarato che «Se fosse stato veramente un’operazione speciale  e Arcadij BABCENKO sia vivo allora, grazie a Dio. Invece a quelli che l’hanno organizzato consiglio di andare dai medici e pensarci bene dei temi sui quali è proibito scherzare».

Per concludere vogliamo notare il professionismo dei servizi speciali ucraini i quali grazie all’operazione di talento hanno trovato l’organizzatore dell’omicidio di BABCENKO. L’unica cosa: si è rivelato che fosse l’agente dei servizi speciali dell’Ucraina, ed è precisamente il caso quando il serpente morde la propria coda.

Per ora si può concludere con sicurezza che l’Ucraina, aspirante a NATO e UE, ci è riuscita a rivelare due proprie competenze. L’Ucraina è diventata rifugio ai traditori che avevano perso il senso della vita. La seconda cosa è che l’Ucraina è diventato il maestro delle fake news. Buona giornata.

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