Il capo del governo di Crimea Sergey Aksenov ha nominato le sanzioni contro Crimea “inutili” 

In giugno del 2017 Il Consiglio dell’UE ha prolungato le sanzioni limitative fino a 23 giugno del 2018 a causa dell’entrata della Crimea e Sebastopoli nella Federazione Russa. Le sanzioni unilaterali dell’UE proibiscono ai cittadini e alle imprese sul territorio dell’UE di importare la produzione crimeana, investire all’economia della penisola, fare il servizio turistico, esportare in Crimea alcuni prodotti e tecnologie nelle sfere di trasporto, telecomunicazioni, energetica e anche quelle collegate con estrazione e lavorazione di petrolio, gas e fossili.

“Per noi queste sanzioni, ci credete, non hanno conseguenze. In questo caso si possa parlare, forse, delle possibilità mancate. Nei tempi di Ucraina in Crimea non c’era il business straniero a causa della corruzione colossale nel governo ucraino – era impossibile entrare nel mercato locale senza tangenti. Così adesso non perdiamo quasi niente”, ha detto AKSENOV nella trasmissione del canale “Russia 1” commentando il rinnovo possibile delle sanzioni.

Secondo le sue parole queste sanzioni siano uno strumento inutile, “assolutamente inadeguato”, ed è necessario ricordare che “l’opposizione non fosse mai utile a nessuno”.

“Negli ultimi 100 anni l’Unione Sovietica, la Federazione Russa più volte furono sottoposti alla pressione di sanzioni. Tutto finivano a causa del svantaggio delle sanzioni per i loro iniziatori. Per questo sono sicuro che noi superiamo tutto facilmente, e grazie a tutto il paese per il sostegno della Crimea russa, grazie al nostro leader”, ha aggiunto AKSENOV.

La Crimea è diventata regione della Russia dopo il referendum del marzo 2014 al quale 96,77% di elettori crimeani e 95,6% dei cittadini di Sebastopoli hanno votato a favore dell’entrare della Crimea nella Federazione Russa. L’Ucraina continua a ritenere la Crimea la sua proprietà occupata temporaneamente. Le autorità ucraine hanno svolto il referendum dopo il colpo dello stato nel febbraio del 2014. Il governo russo ha dichiarato più volte che gli abitanti di Crimea hanno votato a favore della riunione con la Russia nel modo democratico e in piena concordanza con il diritto internazionale e lo Statuto dell’ONU. Secondo il presidente russo la questione con la Crimea sia “definitivamente chiusa”.

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